Ho letto e riletto innumerevoli pubblicazioni, anche cartacee, mettendo a confronto ciò che leggevo con le mie conoscenze di elettronica, e i risultati sono stati abbastanza sorprendenti, per non dire sconfortanti. Innanzitutto scordatevi che i CD siano eterni: ciò può valere forse per i CD prestampati commerciali, ma non per i CD-R. Tra l'altro, anche il concetto di eterno è abbastanza vago: in realtà possiamo arrivare a pronosticare una durata di un centinaio di anni, sicuramente sufficiente, ma solo per i CD preincisi e i CD-R di ottima qualità.
Un CD-R sembra sostanzialmente simile ad un CD normale, ma in realtà è abbastanza differente: esso innanzitutto contiene un solco preinciso, a spirale, che serve a guidare il fascio laser durante la scrittura; il lato con il solco preinciso è successivamente rivestito con uno strato colorante — dye — al di sopra del quale viene depositato lo strato riflettente (alluminio, argento puro, lega di argento, oro) ed infine viene applicato uno strato di lacca protettiva. La differenza sostanziale rispetto ai CD preincisi è questa: in questi ultimi, i dati sono scritti preventivamente sulla superficie plastica in policarbonato e non, come si potrebbe pensare, sulla superficie riflettente. Tali dati appaiono come una serie di sottili incisioni , pit, generate dalla fusione a caldo della plastica del CD tramite un fascio laser di potenza adeguata, oppure prestampati direttamente a caldo. Gli intervalli tra un pit e l'altro sono detti land.
In ambedue i casi, è proprio il solco — preinciso nei CD-R, stampato definitivamente nei CD commerciali — che dà origine, per i più curiosi, all'effetto arcobaleno che osserviamo quando poniamo la superficie inferiore del CD di sbieco sotto una fonte luminosa: esso agisce sostanzialmente come un reticolo di diffrazione.
Il laser legge i dati focalizzando il fascio luminoso sulla superficie inferiore del CD: la variazione di spessore nello strato di policarbonato plastico tra land e pit è sufficiente a modulare l'intensità della luce riflessa dallo strato superiore metallico. Tale modulazione consente di leggere i dati presenti sul CD. Per un CD-R le cose funzionano in modo differente: è evidente che il procedimento di incidere la sequenza di pit e land direttamente sul supporto plastico è improponibile per un utente casalingo. Entra in gioco qui lo strato colorato di cui ho già detto prima.
I problemi di conservazione dei dati sui CD-R derivano proprio dalla differente tecnologia utilizzata per incidere la sequenza di pit e land: direttamente sulla plastica per quelli commerciali, utilizzando l'escamotage di un sottile strato colorato — che varia di pigmentazione, e quindi di trasmissività luminosa — per i CD-R. Tale strato colorato risulta essere molto sensibile agli agenti esterni, soprattutto ai raggi ultravioletti; inoltre nel sandwich, che compone un CD-R (disco di plastica, strato colorato, strato riflettente argentato o dorato, lacca protettiva superiore finale) possono verificarsi, ai bordi, infiltrazioni di agenti atmosferici, umidità in primis, che possono alterare lo strato colorato ed addirittura corrodere ed ossidare lo strato riflettente metallico, come nel mio caso. In questo ultimo caso lo strato metallico inizia a sfaldarsi come corroso da una muffa, e se non si corre ai ripari i dati vengono irrimediabilmente persi.
Le valutazioni sui tempi di vita dei CD-R sono molto discordanti, ma ho cercato di stendere un piano ragionato di analisi, anche perché, purtroppo, i costruttori di CD-R non indicano il lifetime come parametro fondamentale di valutazione della qualità del loro supporto, mentre in realtà dovrebbe essere un indice, secondo me, fondamentale.
Passando da un estremo all'altro, il lifetime può variare da meno di un anno per i cosiddetti CD bulk, ovvero non marchiati, ad anche un secolo per quelli di marca. Un parametro di valutazione della qualità, e quindi del tempo di vita, è quello del tipo di strato colorante utilizzato, che si può generalmente osservare e catalogare facendo attenzione al colore. Questo sarà argomento dei prossimi articoli: analizzerò i supporti colorati più diffusi cercando di classificarli e di indicare rimedi per mantenere il più possibile in buono stato i CD e i DVD.